Burnout sul lavoro: 7 approcci pratici per gestirlo

Difficoltà di concentrazione, scarsa motivazione, non voler alzarsi dal letto quando i raggi del mattino si affacciano alla finestra; se avete sperimentato il burnout a causa dello stress cronico sul lavoro, la ricerca suggerisce che non siete i soli.

Secondo un rapporto pubblicato dalla società globale di consulenza manageriale McKinsey, il 49% dei lavoratori ha dichiarato di provare almeno un po’ di burnout lavorativo. McKinsey ha osservato che i dipendenti esauriti sono spesso meno propensi a rispondere ai sondaggi e molti potrebbero aver già lasciato la forza lavoro. Ciò suggerisce che queste cifre potrebbero essere in realtà molto più alte.

Il termine “burnout” è stato coniato nel 1974, dallo psicologo Herbert Freudenberg. Contrariamente a quanto si crede, il burnout è molto di più che sentirsi un po’ stressati. Si tratta piuttosto di esaurimento, cinismo e mancanza di energia per continuare. Nelle parole di Freudenberg, il burnout è “l’estinzione della motivazione o dell’incentivo, soprattutto quando la dedizione a una causa o a una relazione non produce i risultati desiderati”.

Lavorare con questo livello di stanchezza mentale può sembrare quasi impossibile. Con i livelli di burnout e di stress lavorativo più alti che mai, molti sono alla ricerca di soluzioni sia personali che organizzative. 

A causa del pesante tributo che il burnout può avere sul nostro benessere fisico, sulla nostra salute mentale e sul successo della nostra carriera, è essenziale conoscere i segnali di allarme prima che diventino un problema. 

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il burnout è tipicamente caratterizzato da:

  • Sensazione di esaurimento delle energie e stanchezza.
  • Mancanza di piacere o appagamento dal lavoro
  • Riduzione del senso di efficacia sul lavoro. 
  • Aumento del senso di distanza mentale dal lavoro 
  • Un’accentuata sensazione di negatività e cinismo nei confronti del lavoro, prospettiva sempre più negativa della propria carriera e del proprio futuro. 
  • Risentimento o ritiro dagli obblighi lavorativi e dalla comunicazione con i colleghi 
  • Ritiro dalle relazioni sociali (sia al lavoro che a casa)
  • Difficoltà a dormire bene
  • Maggiore frequenza di pensieri ansiosi e difficoltà a concentrarsi 
  • Trascurare le proprie esigenze, i propri limiti e la cura di sé.

Intervenire tempestivamente è essenziale per evitare le conseguenze a lungo termine del burnout e dei livelli di stress elevati, da cui può essere difficile riprendersi.

Conseguenze a lungo termine del burnout

Se non controllato, il burnout può contribuire a un’ampia gamma di conseguenze che possono rendere difficile anche il funzionamento di base. Le possibili ripercussioni del burnout risuonano su tre diversi livelli: livello fisico, livello mentale e a livello di conseguenze per l’azienda. 

Conseguenze fisiche:

  • Disturbi gastrointestinali
  • Malattie cardiovascolari
  • Dolori alla schiena e al collo (in particolare per coloro che esercitano professioni nelle quali si sta molto seduti)
  • Mal di testa 

Conseguenze psicologiche:

  • Disturbi del sonno
  • Sintomi depressivi

Conseguenze per l’azienda: date le ripercussioni fisiche e psicologiche che il burnout può causare, non c’è da sorprendersi se il burnout sia responsabile degli alti tassi di ricambio del personale (job turnover). Inoltre, diventa responsabile anche del fenomeno conosciuto come presentismo (diminuzione della produttività dei dipendenti che non sonopienamente operativi sul posto di lavoro) oltre ad assenteismo. 

Il burnout può diventare ingombrante e difficile da recuperare una volta che si è manifestato in tutta la sua gravità. Ecco perché è essenziale prestare attenzione ai segnali di allarme e intervenire rapidamente e regolarmente per rimanere al top.

7 approcci pratici per gestire il burnout

Quando si tratta di gestire il burnout, ci sono due approcci da considerare: quello personale e quello organizzativo. Spesso il burnout non può essere affrontato solo con un pproccio personale. Il burnout infatti è radicato nella struttura, nella cultura e nel modo in cui un’organizzazione si prende cura dei propri dipendenti.

Per questo motivo, è essenziale un’azione organizzativa per modificare le condizioni di lavoro e promuovere il benessere come obiettivo e valore centrale dell’azienda.

Approcci personali

1. Appoggiarsi al sostegno sociale. Creare forti legami con i colleghi o con il proprio team può creare una rete di sostegno; può aumentare la resilienza e far sentire non così soli nel proprio percorso. Anche condividere le proprie difficoltà con familiari e amici può alleviare il peso di affrontare il burnout da soli.

2. Ritagliatevi del tempo per la cura di voi stessi. L’importanza della cura di sé non può essere sottovalutata. Stabilire dei limiti per il tempo libero e mantenere le routine quotidiane che prevedono un’alimentazione sana, attività fisica e tempo per rilassarsi è essenziale per mantenere una salute olistica.

3. Incorporate la mindfulness nelle vostre giornate per contrastare lo stress con la calma. Le pratiche di meditazione e mindfulness sono state ben studiate per l’efficacia dei percorsi che forniscono per ridurre i pensieri ansiosi e i sintomi depressivi e per migliorare la concentrazione e la capacità di autogestione delle emozioni.

4. Valutate se è il caso di fare cambiamenti più importanti. Se è da un po’ che non vi prendete una vacanza o un anno sabbatico, questo potrebbe essere il momento giusto. Se il tempo libero non facesse per voi, potrebbe essere il momento diprendere in considerazione la ricerca di un nuovo lavoro. Anche se questo processo può spaventare, fare il salto di qualità e trovare una carriera che vi appaghi e vi metta alla prova vi servirà, a lungo termine, per evitare il burnout.

Approcci organizzativi

5. Considerate la fonte del burnout per i vostri lavoratori. Per prima cosa, identificate cosa sta causando il burnout nella vostra organizzazione. Se si tratta di sovraccarico di lavoro, potrebbe essere il momento di considerare l’implementazione di nuove strutture e strategie per assicurarsi che i dipendenti si sentano supportati, apprezzati e autorizzati a stabilire limiti che preservino il loro benessere.

6. Non continuate a prescrivere soluzioni di ripiego. Sebbene i benefit e il sostegno alla salute mentale possano essere utili, non risolvono il problema alla radice del burnout. Anche se prendersi il tempo necessario per cambiare davvero la cultura aziendale in modo da sostenere i dipendenti quando ne hanno bisogno può essere impegnativo, è l’unica strada per un benessere sostenibile.

7. Rivolgetevi a esperti che vi sostengano nelle vostre iniziative di prevenzione. A volte può essere difficile apportare cambiamenti organizzativi su larga scala dall’interno. È qui che la collaborazione con esperti di gestione dello stress, strutture organizzative e prevenzione del burnout può cambiare le carte in tavola.

Siete pronti ad aiutare il vostro team ad abbracciare la calma interiore, la resilienza e la responsabilizzazione sul lavoro?

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