Nella vita di ogni giorno capita molto spesso di pensare e ripensare a quanto ci è successo, a cosa avremmo potuto fare o dire di diverso in certe occasioni.
È chiaro però che ipotizzare come sarebbero potute andare le cose se avessimo fatto passi diversi non modifica la situazione presente: è uno stato in cui la mente si incastra sugli stessi pensieri e domande, un processo che genera dubbi, ansia e tensione, bloccando l’azione.
Anche nel contesto sportivo capita spesso di focalizzarsi sull’azione precedente sbagliata, sull’occasione appena sprecata, sul punto mancato. L’attenzione resta quindi sul passato e le energie non vengono canalizzate sul presente, rischiando quindi di replicare l’errore. Per questo moltissimi atleti usano la meditazione mindfluness.
Similare può essere l’episodio dell’infortunio: la mente di un atleta che ha subito un infortunio spesso si focalizza sul ricordo dell’incidente, rivivendo l’esperienza e le forti emozioni associate e poi si sposta al futuro a quando potrà riprendere ad allenarsi e poi a gareggiare.
Difficilmente l’atleta riesce a soffermarsi sul presente, facendo caso a cosa sta vivendo e ai relativi significati.
Perché la mindfulness?
La mindfulness viene definita come la pratica di attenzione e consapevolezza di sé, dei propri pensieri e delle proprie emozioni che permette di guardare la realtà nel momento presente e in maniera non giudicante.
Gli studi dimostrano che praticare con costanza mindfulness migliora la qualità della vita: agisce sulla capacità di elaborazione delle informazioni, aumenta la memoria e facilitata la presa di decisione. Se vuoi scoprire di più sui benefici della pratica clicca qui.
Mindfulness e Infortunio: quale connessione
Sprechiamo gran parte dell’energia della nostra vita nel resistere a ciò che di fatto è già così com’è. Accettare le cose è il primo passo per vederle come sono e assumente un atteggiamento positivo per il cambiamento.
La mindfulness va a lavorare sulla consapevolezza delle reazioni emotive e fisiche associate al dolore, cercandone una convivenza, senza giudicare.
Non è possibile slegare i processi fisiologici del nostro corpo, le sensazioni fisiche quindi che proviamo e le relative emozioni, dai pensieri che occupano la nostra mente: corpo e mente sono un sistema unico.
Ecco perché riuscire ad ascoltare il nostro corpo è fondamentale per agire su emozioni e pensieri che ne derivano.
E allora ecco 5 motivi per praticare la mindfulness in infortunio
1. Aiuta a osservare e quindi accettare la situazione
Nella società odierna siamo spesso portati a fare: è indispensabile affrontare la realtà, senza evitarla, ma prima di agire è necessario osservare, senza giudicare e accettarla cosí com’è, come punto di partenza per nuovi sviluppi.
2. Insegna ad affrontare la difficoltà passo dopo passo
Il dolore è da gestire momento dopo momento, un attimo alla volta, anche se spesso vi è il desiderio di uscire dalla situazione scomoda e difficoltosa; la fretta non aiuta.
3. Sviluppa un forte impegno, coltivando pazienza e forza di volontà
Per conoscersi a fondo occorre anche un lavoro su se stessi: è necessario quindi darsi del tempo per analizzare, osservare e sperimentare.
4. Allena costanza, autodisciplina e attenzione al dettaglio
La mindfulness è una pratica da allenare in maniera regolare e affinare progressivamente.
Praticata sporadicamente non garantisce lo stesso impatto.
5. Contribuisce a non pensarsi come malati
Non siamo i nostri pensieri né il nostro dolare. Il proprio essere è molto di più, la totalità è molto più ampia.



