Gestire la pressione nei giovani atleti

Tornei, finali, gare decisive: per molti giovani atleti sono momenti attesi con entusiasmo, ma anche situazioni in cui la pressione aumenta. Più pubblico, più aspettative, più responsabilità. Ed è proprio in questi momenti che diventano evidenti tensione, ansia, agitazione o difficoltà a mantenere lucidità.
Gestire la pressione non è un talento innato, ma una competenza che si può allenare. In questo articolo trovi strategie semplici e strumenti concreti per affrontare le gare con più calma, sicurezza e concentrazione.

Perché nei tornei la pressione aumenta

Durante la stagione entrano in gioco diversi fattori che possono influenzare la mente dell’atleta:

  • presenza di pubblico e familiari;
  • aspettative di allenatori e compagni;
  • tempi più rapidi, ritmi più intensi;
  • maggiore visibilità e desiderio di fare bene.


Questi elementi possono attivare tensione fisica, pensieri veloci e difficoltà a prendere decisioni. Riconoscerli è il primo passo per imparare a gestirli.

Strategie pratiche per gestire la pressione

Ecco alcune tecniche semplici, applicabili subito, per aiutare i giovani a mantenere controllo e concentrazione.

1. Respirazione: una delle strategie più efficaci per calmare corpo e mente è la respirazione quadrata.
Vediamo insieme come si svolge:

  • inspira dal naso per 4 secondi,
  • trattieni l’aria per 4 secondi,
  • espira lentamente per 4 secondi,
  • resta in apnea a polmoni vuoti per 4 secondi.
  • Ripeti il ciclo per 6–8 volte.
    È ideale da usare prima della partita, durante il riscaldamento o in brevi pause in cui senti salire la tensione.

2. Routine pre-gara: creare una piccola routine aiuta la mente ad “entrare in partita”. Può essere composta da:

  • qualche minuto di respirazione controllata;
  • una frase motivazionale breve (“mi fido di me”, “gioco semplice”);
  • un gesto fisico simbolico, come toccare il pallone o sistemare i calzettoni.
    L’importante è che sia semplice e ripetibile.

3. Pensieri brevi e utili: quando la pressione aumenta, i pensieri si affollano. Aiuta molto usare parole-ancora:

  • “calma”;
  • “guarda avanti”;
  • “uno alla volta”;
  • “gioca semplice”.


Brevi, immediate e funzionali. Da ripetere prima o durante la partita.

4. Focus sul compito, non sul risultato: il risultato genera pressione, il compito genera azione.
Insegna ai ragazzi a concentrarsi su ciò che devono fare adesso: controllo, passaggio, movimento senza palla.
Ridurre l’attenzione su ciò che può accadere aiuta a rimanere lucidi.

5. Simulazioni in allenamento: la pressione si allena come la tecnica.
Durante la settimana è utile inserire esercizi con:

  • tempo ridotto per decidere,
  • obiettivi specifici,
  • piccole “sfide” che riproducono la tensione del torneo.
    Così, in gara, la situazione risulta più familiare.

6. Gestire l’errore in modo costruttivo: l’errore è inevitabile, soprattutto nei momenti importanti.
Si riconosce l’errore, si accetta, e si torna subito sul compito successivo.
Allenare questo atteggiamento riduce l’impatto emotivo dell’errore e mantiene alta la concentrazione.

E se senti che la pressione è ancora troppo alta un percorso di mental coaching può aiutarti ad applicare queste strategie per raggiungere i tuoi risultati!

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