Il Decimo di Secondo che fa la Differenza

Nello sport moderno, la velocità non è più solo quanto corri forte, ma quanto velocemente decidi. Un atleta che “legge” il gioco in anticipo batterà sempre un atleta più veloce fisicamente ma lento nel processare le informazioni.

Il modello di elaborazione delle informazioni per le prestazioni sportive

La prestazione sportiva richiede generalmente all’atleta di elaborare le informazioni visive ed eseguire una risposta motoria appropriata. Sono stati diversi i modelli sviluppati per studiare l’elaborazione delle informazioni per poter comprendere l’esatta natura dei processi che si verificano durante la prestazione motoria. Il modello proposto per la prima volta da Welford, e successivamente modificato da altri, propone che la prestazione motoria sia il risultato di tre meccanismi di elaborazione centrale: il meccanismo percettivo, il meccanismo decisionale e il meccanismo effettore (Welford AT. The measurement of sensory-motor performance:survey and reappraisal of twelve years progress. Ergonomics). Si ipotizza che questi tre meccanismi operino in sequenza; tuttavia viene data considerazione significativa agli effetti del feedback intrinseco ed estrinseco, nonché ai contributi della memoria esperienziale. Tutto questo processo è anche indicato come ciclo percezione-azione, con l’integrazione visuo-motoria che guida il processo.

Il meccanismo percettivo riceve una quantità incredibile di informazioni dai diversi tipi di recettori sensoriali (visivo, vestibolare, tattile, uditivo). Non tutte le informazioni provenienti dal canale sensoriale possono però essere elaborate in modo approfondito, richiedendo che le informazioni di input correnti siano selezionate per l’elaborazione sulla base della rilevanza immediata per l’esecuzione del compito richiesto. Ne consegue che le informazioni sensoriali irrilevanti vengano filtrate da meccanismi neurologici simili. Si presume che l’esperienza dell’atleta e la sua capacità di controllare l’attenzione, guidino questo processo di selezione e filtraggio. Il meccanismo percettivo è dunque il responsabile dell’organizzazione e dell’interpretazione delle informazioni elaborate. 

Il meccanismo percettivo

Tradizionalmente, il meccanismo percettivo per l’informazione visiva è concettualizzato come un processo bottom-up: una catena neurale di segnali visivi che dalla retina viaggia attraverso il nucleo genicolato laterale fino alla corteccia visiva primaria. Da queste risposte base, il segnale viene poi trasmesso attraverso regioni di elaborazione visiva sempre più complesse, sintonizzate per rispondere a proprietà specifiche. I segnali visivi divergono quindi in due canali neurali che forniscono un’ulteriore elaborazione dei segnali: un percorso che fornisce informazioni sulle proprietà spaziali (percorso del dove) e un percorso che fornisce informazioni sui dettagli e l’identificazione degli oggetti (percorso del cosa). Questi due percorsi neurali convergono poi in aree della corteccia pre-frontale e parietale, fornendo informazioni significative a supporto del processo decisionale.

Questo modello di elaborazione è stato modificato per suggerire un modello più dinamico che dimostra anche una elaborazione top-down. In questo modello, l’esperienza pregressa e il focus attentivo dirigono un processo in cui vengono elaborate selettivamente le informazioni visive ritenute rilevanti. In questo modo viene superato il limite neurale di elaborazione di tutte le informazioni visive in arrivo, quindi viene migliorata l’efficienza e ridotti i tempi di reazione ai segnali visivi. La corteccia pre-frontale e quella parietale sembrerebbero dirigere questo processo attraverso lo sviluppo di modelli predittivi al fine di identificare rapidamente le informazioni visive critiche. 

Il meccanismo decisionale

Le informazioni sensoriali elaborate vengono poi trasmesse ad un meccanismo decisionale. Lo scopo del meccanismo decisionale è determinare le strategie di risposta motoria appropriate per le informazioni sensoriali, che possono anche includere la repressione di una risposta motoria in alcune situazioni sportive. La conoscenza sportiva e l’esperienza passata dell’atleta esercitano ovviamente un’influenza sostanziale sull’efficacia dell’elaborazione decisionale.

Il meccanismo effettore

La risposta motoria selezionata dal meccanismo decisionale viene trasmessa al meccanismo effettore. I comandi neurali necessari per produrre la risposta desiderata al momento giusto vengono organizzati e inviati ai centri cerebrali appropriati per l’esecuzione dell’azione. La risposta motoria è sia avviata che controllata dal meccanismo effettore. Sia le informazioni interne che esterne vengono continuamente elaborate dai meccanismi di percezione e decisione, consentendo sia il controllo che la regolazione della risposta motoria quando esiste tempo sufficiente per alterare la risposta.

Questo modello è semplice e pratico per comprendere i processi che si verificano quando un atleta deve reagire e rispondere alle informazioni sensoriali in una situazione sportiva. Per semplificare la comprensione è stato fatto un paragone tra questo modello e il funzionamento di un computer: il computer riceve informazioni in input, elabora queste informazioni nel modo in cui è stato programmato e produce un risultato (output). Sebbene questa analogia tra hardware e software del computer sia stata contestata e altri fattori non chiaramente rilevati da questo modello, rimane un metodo utile per comprendere i processi coinvolti nelle prestazioni sportive. inoltre, l’analogia con il computer chiarisce anche l’importanza sia dell’hardware che del software superiori per raggiungere le massime prestazioni umane. 

(Fonte: Sports Vision – Vision Care for the Enhancement of Sport Performance – Second Edition; G.B. Erickson; Elseiver-2022)

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