Mente in Movimento

L’invecchiamento è associato a modificazioni fisiologiche dei processi cognitivi che possono coinvolgere memoria, attenzione, velocità di elaborazione e funzioni esecutive. Tali cambiamenti rientrano nella variabilità del normale invecchiamento, ma possono incidere sull’autonomia funzionale e sulla qualità della vita. Interventi non farmacologici mirati, tra cui il training cognitivo strutturato, rappresentano oggi un ambito consolidato della letteratura neuropsicologica.

Il mantenimento delle funzioni cognitive rappresenta, quindi, un elemento centrale per il benessere psicologico, la qualità della vita e l’autonomia nella terza età; intervenire in modo mirato e continuativo consente di sostenere le abilità presenti e promuovere un invecchiamento attivo.

Negli ultimi anni, numerose ricerche sull’allenamento cognitivo (cognitive training) hanno evidenziato risultati positivi nella popolazione anziana. Pur non potendo parlare di prevenzione diretta della demenza, gli studi mostrano che programmi strutturati possono contribuire a sostenere memoria, attenzione e capacità di ragionamento, oltre a favorire una migliore autonomia nelle attività quotidiane.

Un ampio studio longitudinale, noto come ACTIVE (Advanced Cognitive Training for Independent and Vital Elderly), ha dimostrato che i benefici di specifici training cognitivi possono mantenersi nel tempo, con effetti osservabili anche a distanza di anni (fino a 10 anni dopo l’intervento), non solo sulle abilità cognitive, ma anche sulla gestione delle attività della vita quotidiana. Altre ricerche indicano che anche programmi a bassa intensità, come incontri settimanali, possono produrre miglioramenti significativi e generalizzati (Rebok et al., 2014). Ulteriori analisi dello stesso studio hanno evidenziato che i partecipanti sottoposti a training cognitivo presentavano minori difficoltà nelle attività strumentali della vita quotidiana rispetto ai gruppi di controllo (Willis et al., 2006), suggerendo un impatto funzionale clinicamente rilevante.

È importante sottolineare che, pur non configurandosi come interventi preventivi in senso stretto rispetto alle demenze neurodegenerative, tali programmi possono contribuire a sostenere le risorse cognitive residue e a rallentare l’impatto funzionale del declino legato all’età

Accanto alla stimolazione cognitiva, un elemento fondamentale è la dimensione sociale. L’isolamento infatti rappresenta un fattore di rischio per il declino cognitivo e il benessere emotivo. Il lavoro in piccolo gruppo favorisce scambio, partecipazione e senso di appartenenza, contribuendo alla qualità della vita.

Per questo MindTO promuove il percorso “MENTE IN MOVIMENTO“: Il programma si configura come intervento psicoeducativo e cognitivo di gruppo, finalizzato al mantenimento e alla stimolazione delle funzioni cognitive in persone over 65

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