Drop-out sportivo adolescenziale: perché tanti ragazzi smettono

In Italia ci sono percentuali allarmanti di drop-out sportivo, ossia di abbandono dell’attività fisica tra i 13 ai 16 anni. Le ricerche ci dicono che circa il 20% dei maschi e il 40% delle femmine interrompe bruscamente e prematuramente l’attività sportiva.

Certamente non tutti i giovani atleti diventeranno campioni, ma non possiamo dimenticare quanti benefici apporti il movimento a tutte le età su tutti i piani.

Eppure si tratta di numeri molto elevati da non sottovalutare e di sicuro di scelte non casuali: il cambio di scuola e il maggior carico di studio, gli scatti di crescita fisica e quindi l’approccio all’avversario, le relazioni con i familiari, gli allenatori e gli amici hanno sicuramente un impatto forte sulla decisione. 

Le dinamiche che si innescano sono varie: negli sport collettivi i compagni di squadra sono spesso ottimi trascinatori, possono pertanto spingere verso la continuazione della pratica oppure trainare il gruppo nella direzione dell’abbandono; nelle discipline individuali invece, è cruciale la motivazione dell’atleta, che agisce sulla fiducia nelle proprie capacità e sul senso di responsabilità delle proprie azioni.

Le emozioni che si provano nel contesto sportivo poi sono spesso intense, diverse da altri contesti e non sempre il giovane atleta è abituato a riconoscerle, esprimerle, normalizzarle e gestirle. 

Le ricerche dimostrano che i bambini che imparano fin da piccoli a lavorare su ciò che provano, sviluppano empatia, attenzione, collaborazione e affrontano in maniera più efficace le difficoltà. 

È difficile dire con certezza se l’abbandono sportivo si può prevenire, ogni caso è unico e a sé.

L’atleta può essere aiutato nel prendere consapevolezza dell’importanza dello sport su diversi piani e accompagnato nelle varie fasi di crescita con l’allenamento mentale e con il supporto psicologico.

La psicologia dello sport può quindi essere un valido aiuto, sia per i giovani atleti come abbiamo visto, che per gli allenatori: è infatti indispensabile che l’allenatore abbia i giusti mezzi per leggere e gestire le varie situazioni di ogni giovane sportivo che segue. 

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